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Rievocazione di Gaiola CN PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 20 Ottobre 2009 06:56

Grazie al comune di Gaiola, al sindaco, alla partecipazione di Terra Taurini di Torino, alla I LEGIO ITALICA di Rovigo,  per la rievocazione che ha partecipato anche LA-STORIA. Nel 58 a.c Cesare conduce le sue Legioni sino alle coste settentrionali della Gallia e al Reno.

Tre grandi gruppi etnici che  occuparono la regione Gallica: gli Aquitani fra i Pirenei e la Garonna, i Celti e i Galli propiamente detti, tra la Garonna e la Senna, i Belgi tra la Senna e il Reno. Ciascuno di questi gruppi era composto di numerose tribu', civitates come le chiamava Cesare, che si reggevano per lo piu' con un governo aristocratico e talvolta con un governo monarchico. Erano popoli ancora barbari e i loro centri piu' importanti consistevano non in città, ma in semplici luoghi fortificati, che servivano per ripararsi e per difendersi dal nemico.. Al piu' alto grado della società cerano i nobili, i cavalieri, i ricchi; propietari di terre che si occupavano di caccia e di guerra. Di altissima autorià godevano presso i Galli, i sacerdoti, detti Druidi, che erano custodi di tutta la scienza divina e umana..

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Un'avanguarda Romana delle Legioni di Cesare, si imbatte presso Galliola (oggi chiamata Gaiola, nella valledella Maira), in una tribu' di Celti comandati dal loro capo Ideonno, che ne impedirono il passaggio. Scaturi' uno scontro molto cruento nel quale non ci furono ne vinti ne vincitori, il tutto si risolse con una pagamento di un tributo da parte dei Romani a favore dei Celti, per poter prosegiure verso la Gallia.

 




Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Dicembre 2009 08:49
 
Fiera della Contea di Tenda PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 07 Ottobre 2009 08:08

In questo angolo appartato delle alpi, incastonato tra le montagne e il mare, tra l'Italia e la Francia, così ricco di storia (basti pensare alle meraviglie delle iscrizioni di Monte Bego), durante il Medioevo si sviluppò un piccolo statarello indipendente: La Contea di Tenda. La signora dei Lascaris di Tenda, ramo della famiglia dei Conti di Ventimiglia, resse la Contea in modo indipendente , dalla metà del Duecento alla fine del Cinquecento, grazie all' intelligente e strategica tela dei rapporti politici e di parentela , unita ad astuti matrimoni , riuscendo così a detreggiarsi tra questo e quello Stato (Angioini e Savoia), desiderosi di impadronirsi del territorio della Contea. Era la metà del Duecento, quando i Conti Pietro Balbo e Guglielmo Pietro di Ventimiglia,(quest'ultimo in sposo nel 1269 a Eudossia Lascaris, figlia dell'Imperatore d'Oriente e quindi molto potente, da cui acquisì pure il diritto a tramandare ai discendenti il nome e lo stemma), diedero vita al vero e propio Stato indipendente della Contea di Tenda, costruendo il castello, di cui ora non si vedono le rovine sovrastanti l'abitato della cittadina

Arrivo del cort...
Arrivo del corteo con gli sposi in paese

Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Novembre 2009 09:44
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Rievocazione di Fontanelle PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 02 Ottobre 2009 08:20


Come si svolse e cenni storici


La loro memoria, chiaramente leggendaria, non e' piu' nel calendario della chiesa: ma perdura il loro ricordo, non tanto e non soltanto nella devozione, ma nell' arte, perche' i quattro Santi Coronati sono considerati, per memoria tradizione, protettori degli scultori. Secondo la leggenda, erano sclpellini che lavoravano nelle grandi cave di marmo e di porfido dell' attuale Jugoslavia, a nord di Sirmiun. Si chiamavano Claudio, Nicostrato, Simproniano e Castorio. Erano qualcosa in piu' di semplici operai, anche se qualcosa di meno di scultori, nel senso oggi attribuito a questa parola. Una cosa era certa : i quattro tagliapietre cristiani erano i migliori artigiani tra i molti che lavoravano nelle cave della Pannonia.Tanto, bravi che i compagni, nella loro ignoranza, li credevno aiutati dalla magia. Formule magiche sarebbero stati i segni della croce che essi tracciavano prima di intraprendere il lavoro; formule magiche le preghiere e i cantici ripetuti insieme durante l' opera.

Diocleziano che...
Diocleziano che ascolta le ragioni degli scalpellini

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Novembre 2009 09:22
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